Chi siamo , cosa facciamo qui e dove andiamo , leggete qui per avere le risposte

In questi anni , uso e scopo del blog sono variati , al variare delle esigenze degli aderenti .
Inizialmente era una semplice bacheca dove postare i vari appuntamenti , poi con il contributo di alcuni , è andato via via arrichendosi di esperienze personali, racconti di viaggi e di improvvise sterzate date alle proprie passioni e alle proprie vite.
Crediamo che così sia diventato più interessante o comunque più partecipato. In ogni caso , per saperne di più sul blog e sul nome che ci siamo scelti, andate a leggervi il primo post del gennaio 2008. Ci potete arrivare comodamente dalla cronologia dei post, sulla colonna di destra.

Rimangono, anzi sono fondamentali, gli appuntamenti dei nostri incontri e le foto su picasa webalbum .

Se volete informazioni, o per brevi comunicazioni, usate il modulo di contatto.
Se invece volete inviare un racconto o un post,oppure una serie di immagini, usate il solito indirizzo che quasi tutti gli aderenti conoscono, vale a dire motosupposta@tiscali.it .

Anche l'aspetto grafico è cambiato , seguendo le esigenze visive di chi scrive . La nuova versione è decisamente più facile da leggere senza occhiali e , ma è una scusa , più semplice da usare con tablet e cellulari.

L'esortazione è sempre la solita : " Dateci dentro "...nel senso di non esitare a scrivere delle vostre esperienze e delle vostre passioni motociclistiche ( ma anche di quelle collaterali ).

Scrivete delle ferie in moto di questo e del secolo passato, di un fine settimana a due ruote o di quello che avreste voluto e non è stato. Scrivete di quanto sia unica la sensazione che questo mezzo arcaico ci regala ad ogni uscita, e di quanto " trasporto " abbiamo per tutto questo.



Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità, pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale aisensi della legge n 62 del 7/3/2001.

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sabato 30 giugno 2012

Baffi al vento ovvero due suppostisti sulle Dolomiti






Ciao Tex, che ne dici di una girata sui passi Dolomitici?” “Orpo! Pronti!”

E fu così che due motosuppostisti in una radiosa mattina di giugno partirono alla conquista delle vette.

Talmente radiosa che, nemmeno arrivati a Trento, Giove Pluvio si divertiva a scaricare tutta l’acqua che aveva serbato nei dieci, roventi, giorni precedenti.

Ma pensate veramente che due motosuppostisti come noi si facciano scoraggiare da così poco? Certo che no ! Tute da acqua e, via! verso sereni orizzonti…. A dirla tutta il sereno stenta, ma là in fondo c’è una schiarita. Proviamo.

Si esce dall’autostrada ad Ora, e la pioggia ci lascia in pace.

Percorsa la Val di Fassa tutta d’un fiato, con la nuvola di Fantozzi che non ci sta ad essere lasciata indietro, eccoci a Canazei. Sosta tecnica, pipì strudel n.°1, ci si veste un po’ più pesante prima dei passi, ed eccoci all’attacco del Passo Sella, come nel Giro D’Italia, solo che, in moto, si fa meno fatica che in bici!

Curva dopo curva, tonante dopo tornante, Canazei si allontana in fondo alla valle; da una parte il Gruppo del Sella ancora avvolto da un po’ di nubi noiose ma innocue, dall’altra la Marmolada coperta di neve; squadroni di motociclisti di ogni nazionalità, colonne di ciclisti che si allenano per la gara dei quattro passi del giorno dopo.




Anche noi seguiamo idealmente il percorso sciistico del “4 Passi” verso Pian de Gralba (subito prima di Selva di Val Gardena) ed imbocchiamo la Streda Plan de Gralba; altre due-trecento curve che Paolo affronta con un entusiasmo da ragazzino e con la mappatura “sport” sulla sua Multistrada nuova di pacca. Ovvio che con la TDM di Marco non c’è storia ma, il successivo Passo Gardena arriva in fretta anche per lei, spremuta per bene per quello che può dare.

Sosta e foto: i monti pallidi ci sorridono e il cielo si apre al sole.

Duemila tornanti dopo precipitiamo a Colfosco e subito dopo a Corvara in Badia.

Da lì, lungo la strada Ciaulunch, in mezzo a pascoli, vacche e boschi, sulla SS 244, verso Arabba, e poi SR 48 verso Livinallongo Col di Lana.

Basta così? Certo che no: ancora su, verso Passo Falzarego, attraverso le gallerie della prima guerra mondiale e poi giù verso Cortina d’Ampezzo, tra moto e, ancora, ciclisti che ci fanno anche la foto di rito con lo sfondo della conca Ampezzana e del Cristallo.







Passati da Pocol imbocchiamo la statale verso Dobbiaco, attraverso la Val di Landro (vecchia direttrice della ferrovia che congiungeva un tempo il Comelico con il Sud Tirolo) sfiorando Misurina, e lasciandoci alle spalle Carbonin e l’ultimo storico confine italiano.

Le Tre Cime di Lavaredo ci salutano da lontano mentre ci dirigiamo verso Dobbiaco e poi verso San Candido, dove arriviamo in breve e da dove puntiamo verso l’arrivo di Versciaco, a quattro chilometri dal confine con l’Austria, dove Marco è fortunato proprietario di un appartamentino, nulla di lussuoso, ma con il pregio di essere proprio in mezzo ai prati della Val Pusteria ed esattamente sulle piste da sci.

Arrivati a casa un po’ di relax, doccione, e: che non te la vuoi fare una birrona formato locale? Ma me la faccio doppia!

E dopo la birra? Tipica cena tirolese da Kathi, caratteristico ristorantino sulle pendici del Monte Versciaco da dove si domina tutta la vallata austriaca fino quasi a Lienz.

Che abbiamo mangiato? Schlutzkrapfen (tortelli di ricotta e spinaci e di patate), sella di capriolo e buchteln (dolce locale lievitato con panna e marmellata) e, a casa, una bella Williams gelata e la partita in TV.

Buona notte e a domani.



Domenica l’ortopedico deve essere di guardia alle 19,00. Così con tutta la calma del mondo, dopo una buona colazione (strudel n.°2 ancora caldo), inforchiamo di nuovo le nostre moto e imbocchiamo la statale della Val Pusteria fino a Bressanone, e poi ancora, sempre per strada statale, fino a Verona non senza una breve sosta al chiosco dei panini e dei “bianchetti” che c’è sulla strada all’altezza di Avio dove discettiamo con alcuni motard, duri e puri nonché “datati” (dall’epa sviluppato e dal polso destro pesante), sull’età media dei motociclisti che, a giudicare dalle pancette in bella vista e dalla scarsità di capelli, sembra aumentare di anno in anno, per concludere che, se siamo ancora lì, è perché la moto mantiene giovani.

Il vessillo del Motosupposta è stato ancora una volta tenuto alto (anche in senso altimetrico).

2 commenti:

Andrea ha detto...

Qualche anno fa per fare un po' di pubblicita' al blog,avevo fatto dei bigliettini da visita da lasciare in giro, sui quali c'era, come frase di richiamo : " Scatena l'adolescente che e' in te.." Bene, guardate la foto sotto il titolo, guardate le espressioni ed i sorrisi ,ditemi se non ci avevo preso !!!
Ottimo cosi'..ci sono tutti gli ingredienti dell'avventurosa escursione adolescenziale: temporale inaspettato, strade magari gia' fatte decine di volte ma sempre fantastiche,nuove conoscenze ,la nota enogastronomica locale ed alla fine pure il " partitone ".
Che dire.. invidia è sufficiente ?

Andrea ha detto...

Dimenticavo di dire che se chiudo gli occhi mi vedo la faccia del Tex ( e ne sento pure la voce ) quando dice :“Orpo! Pronti!”....
Sara' grave ?